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salvatore-ferragamo

salvatore ferragamo 1946 - © credits - salvatoreferragamo.comNon ancora adolescente Salvatore Ferragamo (Bonito, Avellino, 1898 – Firenze 1960) dimostra una grande passione per le scarpe: a 11 anni è apprendista a Napoli presso un calzolaio e a 13 apre un suo negozio a Bonito. A 14 anni raggiunge in America uno dei fratelli che lavora in un calzaturificio di Boston. Salvatore è affascinato dalle macchine ma ne vede anche i limiti qualitativi. Agli inizi degli anni Venti si trasferisce a Santa Barbara, in California, dove apre una bottega di riparazioni per calzature. La California di quegli anni è la terra favolosa dove prospera il cinema. Salvatore inizia a realizzare scarpe per il set. Intanto studia anatomia umana, ingegneria chimica e matematica all’università della California. Quando l’industria del cinema si sposta a Hollywood, Salvatore Ferragamo la segue. Nel 1923 apre l’‘Hollywood Boot Shop’ e inizia per lui la carriera di ‘calzolaio delle stelle’, così come lo definisce la stampa locale. Il successo è tale da non riuscire a far fronte alle ordinazioni.

La manodopera americana non è però in grado di fare le scarpe che lui vuole e nel 1927 Ferragamo decide di tornare in Italia, a Firenze, città ricca di abili artigiani. Dal suo laboratorio – in cui adatta il sistema della catena di montaggio al lavoro manuale dei suoi operai – avvia un flusso costante di esportazione verso l’America. La crisi economica del ’29 interrompe però i rapporti con il mercato americano e la sua azienda fallisce. Ferragamo non si perde d’animo e si rivolge al mercato interno. Nel giro di qualche anno gli affari vanno così bene che nel 1936 affitta laboratorio e negozio nel Palazzo Spini Feroni, in via Tornabuoni.

Quelli sono gli anni delle sanzioni economiche all’Italia di Mussolini: Ferragamo produce in quel periodo alcune delle sue creazioni più popolari e imitate, come le ‘zeppe’ di sughero. Sughero, legno, fili metallici, rafia, feltro e resine sintetiche sono i materiali innovativi che Ferragamo sostituisce con creatività e ottimi risultati al cuoio e all’acciaio che l’autarchia del regime gli impedisce di usare.

Grazie ai suoi successi, nel 1938 Ferragamo sarà in grado di pagare la prima rata d’acquisto di Palazzo Spini Feroni, che rimarrà da allora la sede dell’azienda. Nel 1940 si sposa con Wanda Miletti che gli darà sei figli, tre maschi (Ferruccio, Leonardo e Massimo) e tre femmine (Fiamma, Giovanna e Fulvia).

Nel dopoguerra le scarpe di Ferragamo diventano nel mondo uno dei simboli dell’Italia che torna a vivere, a creare e a produrre. Sono anni di invenzioni memorabili: i tacchi a spillo rinforzati in metallo resi famosi da Marilyn Monroe, i sandali in oro, il sandalo ‘Invisibile’ con tomaia in nylon (che nel 1947 varrà a Ferragamo il prestigioso ‘Neiman Marcus Award’, l’Oscar della moda, per la prima volta assegnato a un creatore di calzature).
Quando Salvatore Ferragamo muore il sogno della sua vita è realizzato: creare e produrre le più belle scarpe del mondo. Alla sua famiglia rimarrà il compito di realizzare l’idea che Salvatore aveva cominciato ad accarezzare negli ultimi anni: trasformare la Ferragamo in una grande casa di moda.

Di questa storia straordinaria restano nel Museo Salvatore Ferragamo documenti, fotografie storiche, oltre 14.000 modelli di calzature e più di 400 brevetti di invenzione.

Il Museo Salvatore Ferragamo è a Firenze a Palazzo Spini Feroni, quartier generale dell’azienda dal 1938, uno dei monumenti più significativi di architettura medievale in città.